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Test: disegna
un albero e scopri il tuo carattere nascosto
Tu
come scrivi ?
personaggi
famosi
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Che cosa significa inflazionare l'Ego? Che cosa significa dal punto di vista
psicologico essere pieni di Sé ?
In primo luogo non avere alcun bisogno di relazionarsi perché l'inflazione
dell'lo porta a bastare a se stessi. E'però opportuno capire se è vero che coloro che sono
pieni di Se, inflazionati della propria immagine non abbiano veramente bisogno
degli altri e questo si può capire dal con-
testo psicotemperamentale, dall'insieme della personalità manifestata dal soggetto.
I cosiddetti segni di compensazione dell'Io che talvolta appaiono nella scrittura, sono
segni di facciata, legati allo stato apparente dell'Io. La grafologia italiana ne
individua di diverse specie: Ampollosa, Spavalda, Alta Allungata, Ardita, Solenne
ed in genere tutte le calligrafie con Calibro Grande e con gesti ampi e sproporzionati
rispetto al normale contesto scrittorio (Ricci della spavalderia, rigonfiamenti,
ecc.).
In questo speciale rivolgeremo la nostra attenzione a due segni grafici in
particolare: Ampollosa e Spavalda.

Ambedue evidenziano forme apparenti e riguardano dinamiche
sociorelazionali. Chi manifesta tali sindromi di segni reagisce come colui
che anticipa la visione del Tu e si presenta agli altri come lui vorrebbe farsi vedere.
Un simile atteggiamento è proprio di colui
che psicologicamente tenta una supercompensazione dell'Io, di un lo che è stato
inferiorizzato nella prima infanzia, schiacciato, penalizzato e che ora fa di tutto per
emergere e riscattarsi. E' come se il soggetto dicesse: Non vorrei che gli altri mi vedano come mi hanno
visto i miei genitori nell' infanzia, allora mi presento con gesti e volute ampie, conforme originali ed esagerate per dimostrare
che io valgo Se nella sindrome di Ampollosa e di Spavalda, si manifestano anche segni di
impavidita è bene osservare l'intero contesto scrittorio, per comprendere la dinamica
psicologica sottostante. Ad esempio è molto importante e rivelatrice la firma che molto
Esempio di scrittura con ampollosità spesso è dissimile dal testo e anche
Ampollosa e Spavalda. Chiunque si rapporti a soggetti spavaldi o
ampollosi è bene che sappia che deve porsi come un subordinato. Questi soggetti si
relazionano solo a persone che li assecondano e se questo non è possibile, trascurano
le relazioni che non li appagano.
Per lo più si tratta di soggetti che hanno
-
Esempio di scrittura Spavalda
bisogno di gratificazioni sul piano dell' immagine sociale, sono
gonfi e riempiti di se stessi e negli altri riflettono il loro rigonfiamento.
Chi ha Ampollosa si gonfia come un pallone, lo spavaldo non lo fa perché solitamente possiede più forza e più energia. L'ampollosa
è quello che si dice il classico pallone gonfiato che si sgonfia con la stessa facilità con cui si gonfia. Infatti non possiede molte energie
a differenza dello spavaldo che invece può essere capace di mettere in atto cose grandiose.
Gli ampollosi fanno pensare gli altri, si credono in grado di poter
realizzare qualsiasi progetto, ma in realtà non hanno la forza per
farlo. Intimamente sia Spavalda che Ampollosa sono molto deludenti. E
ripropongono le stesse dinamiche tipiche della prima infanzia
(dinamiche di tipo affettivo, dei primi mesi). Ampollosa ripropone dinamiche di matrice
narcisistico-orale, Spavalda invece di tipo sadico-anale ed anche narcisistiche.
Ampollosa tende ad essere estroverso e vuole proporsi come tale, ma viene condizionato molto dal contesto in cui si trova.
La scrittura grande, ampollosa, è il prodotto di una esasperazione di una propria percezione o dimensione autopercettiva.
Sono persone dominate da un' esagerazione percettiva rispetto alla
realtà, che risulta di storta già nell'intimo di se stessi, nel proprio
lo. La percezione di se viene alterata e se il contesto psicodinamico
è positivo, queste persone risultano piene di vita e assai coinvolgenti.
Esiste in loro un desiderio di piacere, ma perché ciò sia vero
dovrebbero incarnare determinati ruoli comportamentali che sono
veri modelli dell' era attuale. Come però è evidente una dimensione
di questo genere è di difficile attuazione. La sindrome grafica di Ampollosa è molto diffusa nelle scritture
di oggi. Ampollosa è equiparabile a Pomposa (allungamenti superiori e inferiori nella scrittura) e l'ampollosità nella scrittura, va letta
nella specifica zona in cui si avvera. I grandi uomini della storia hanno tutti il segno Spavalda e non c'è
nessuno di essi che abbia invece il segno Ampollosa. L'ampollosità
è legata a fumosità che non fanno storia e che non lasciano traccia,
mentre la spavalderia è scritta sui libri (Mussolini, grandi statisti,ecc.).
Poche parole scarabocchiate sul
margine di un foglio o su una cartolina possono essere rivelatrici e
permettono di farsi una "idea" della personalità, tuttavia sono
insufficienti poiché consentono solo un'analisi parziale. L'interpretazione
è incompleta, per non dire superficiale. Inoltre, l'uso di un formato
ristretto costringe a moderare la dimensione delle lettere e a gestire lo
spazio in modo diverso, cosa che per il Grafologo comporta la perdita di
preziose informazioni.La
scrittura spigolosa è una scrittura lineare, cioè prevalentemente
verticale. L'angolo esprime austerità: il gesto, impronta di severità, è
più incisivo, cosa che rivela una personalità volitiva. Se gli angoli sono
troppo accentuati diventano indice di mancanza di flessibilità: energici,
ostinati, non sempre sono persone affabili, hanno idee ben precise. È
difficile analizzare la propria scrittura perché è difficile essere
obiettivi di fronte a se stessi. Le nostre resistenze psichiche
inconsapevoli creano un ostacolo all'interpretazione della nostra scrittura.
È necessaria quindi una grande lucidità per scoprire sia gli elementi
positivi, sia quelli negativi. Dobbiamo imparare a sviluppare la nostra
autocritica, ad accettare di metterci in discussione per ridurre i rischi di
soggettività e proiezione.La Grafologia permette l'analisi della personalità
di un individuo senza che questi sappia (poiché non è presente) di essere
analizzato. La scrittura si rivela quindi spontaneamente, e questo riduce i
possibili errori che potrebbero prodursi nello sforzo cosciente o
incosciente del soggetto di dire o non dire la verità. Si riscontrano
queste condizioni nella maggior parte delle altre forme di analisi della
personalità: la persona che si confronta con un lungo questionario, e che
si sa analizzata, è esposta a uno stress.


Segno Spavalda
gonfio e riempito di se stesso e negli altri riflettono il loro rigonfiamento.
Chi ha Ampollosa si gonfia come un pallone, lo spavaldo non lo fa perché solitamente possiede più forza e più energia. L'ampollosa
è quello che si dice il classico pallone gonfiato che si sgonfia con la stessa facilità con cui si gonfia.
Era burbero? E' questa
caratteristica, vera o presunta,
che colpisce le persone perchè, se vera, è in contrapposizione con lo
stereotipo del santo, fatto tutto di pazienza e "buono come pezzo di
pane". A parte che la santità non presuppone necessariamente la
mancanza di questa caratteristica: ricordo, inoltre, che nello stesso
Vangelo, Gesù Cristo ha cacciato i mercanti dal Tempio con modi piuttosto
bruschi. Ma cerchiamo di capire cosa emerge dalla scrittura di Padre Pio su
questo specifico aspetto. Anche per quanto concerne uno studio della
personalità, condotto attraverso un'indagine psicografologica, vediamo come
tante "forze" possono alimentare, espressioni comportamentali
molto differenti.
Introversione e Compressione
Padre Pio era un uomo che coltivava dentro, e con passione, i suoi
sentimenti, le sue emozioni, le sue sensazioni (Calibro
piccolo, Minuziosa, Contorta, con Slanciata, Largo tra lettere sup. 5/10).
All'esterno poteva apparire come distaccato, in tanti momenti, ed assorto in
quell'interiore sentire (Calibro Piccolo,
Angolosità del Tracciato, Filiforme, Titubante, Contorta).
Questo significa che la personalità, di solito, non manifesta continuamente
ed estesamente quanto prova e pensa; detto in termini diversi e metaforici,
possiamo richiamare l'idea del braciere che appare superficialmente spento,
mentre più sotto cova il fuoco.
Questa introversione può far apparire i soggetti più distaccati (e
quindi, per questo, meno amici) e questa
percezione di fondo può far sembrare le loro manifestazioni più dure e
prive di convenevoli, specialmente se schiette ed essenziali (Calibro
Piccolo, Angolosità del Tracciato, Filiforme, Titubante, Contorta,
Scattante, Recisa).
D'altro canto, a volte, l'introverso può dire qualcosa che deve come
"squarciare il velo" per potersi affacciare all'esterno: per
questo motivo certe azioni o reazioni possono essere più esagerate.
Serietà interiore e senso etico Interiormente e per quanto concerne
argomenti attinenti la sfera etica, a cui dava grande importanza, la
scrittura evidenzia grande senso di serietà e preoccupazione di non aver
adeguatamente osservato precetti e norme come doveva, con conseguente senso
di inadeguatezza e colpa (Compitezza grafica,
Calibro piccolo, Minuziosa, Titubante, Contorta).
Questo senso di serietà sussisteva specialmente verso sè stesso (Largo
tra lettere sup. a 5/10, Largo tra parole e Calibro piccolo con Minuziosa)
e, in certe circostanze, nei confronti di chi si potesse dimostrare
tutt'altro che rispettoso negli atteggiamenti o nell'interiorità nei fatti
di fede (Compitezza ed aspetti di rigidità
del tracciato).
Questa serietà, unita all'aspetto introversivo, produceva delle
"uscite" secche ed essenziali (Calibro
piccolo, Filiforme, Scattante, Slanciata, Stentata, Recisa).
Slancio del cuore, passione E' lo slancio del cuore, la passione, una
passione profonda che alimentava Padre Pio come se fosse stata una febbre e
che si faceva sentire come tante piccole punture addosso, la principale
caratteristica emersa dall'indagine grafologica (Largo
tra lettere superiore a 5/10, Slanciata, Pendente, Estesa, in Calibro
Piccolo). Ed è forse questa che dovrebbe
essere ricordata di più, che dovrebbe essere più visibile agli occhi di
fedeli, devoti o di chi si ponga in un'ottica di osservazione.
Cionondimeno bisogna dire che la passione, quando è slancio dinamico ed
autentico, contiene in sè una certa impulsività, espressione della sua
autenticità (Slanciata, Intozzata II,
Scattante, Largo tra lettere).
E' verò che in Padre Pio sussisteva anche una grande capacità di
controllo, di raffreddamento e razionalità che poteva controbilanciare la
passione (Largo tra parole, Calibro piccolo,
Staccata, Titubante, Contorta), ma è pur vero
che la passione, quando c'è, non rende insensibili. La passione aumenta
l'intensità di certe manifestazioni e, in questo caso, determina uno
slancio, un protendersi verso l'altro, superando tutte le paure (Largo
tra Lettere, Scattante, Pendente).
Chi di noi, quando ha passione per qualcosa, anche se questa sia temperata
dalla ragione, non diventa particolarmente sensibile su punti collegati con
quella passione? Chi di noi in qualche comportamento non si espone di più,
proprio perchè ha passione?
Sicuramente chi ha passione fa e fa molto, non si preserva, ed il suo fare
avrà intensità (attività che si manifesta
per lo slancio in avanti manifestato da Largo tra lett. sup. a 5/10,
Slanciata, Scattante). Questa stessa intensità
può essere scambiata come "angolosità" quando è orientata
contro qualcuno piuttosto che a suo favore.
Se alla serietà, di cui al punto precedente, uniamo lo slancio della
passione possiamo capire che quando qualcosa sollecitava questi aspetti ci
poteva essere una risposta netta e più accesa. Se teniamo presente che
questa risposta veniva da un orientamento introversivo, che non lasciava
immediatamente trasparire quello che provava dentro, ecco che dovremmo
aggiungere anche un "effetto sorpresa" nell'interlocutore, quando
questa risposta si manifestava, potendo così apparire più intensa di
quello che, più oggettivamente, era.
Sofferenza, impulsività La scrittura lascia ben emergere anche il
senso della sofferenza, una sofferenza che è nata con lui, che lo ha
accompagnato fin dai primi momenti di vita (Stentata
in Calibro piccolo, Tensione generale del tratto, Contorta).
Sofferenza era il senso del contrasto, che ha patito di più in certi
momenti, il controllo che imponeva a sè stesso, era l'energia psicofisica
che veniva meno in tanti momenti. Era la sensazione di avere un compito
molto grande e di sentirsene schiacciato (Allunghi
superiori e tensione verso destra del tratto con Calibro piccolo e
Titubante). Sofferenza, in un certo senso, era
anche il suo essere preso dalla voglia di dare che lo incalzava senza
tregua, dandogli ansia (Slanciata, Pendente,
Largo tra lettere, Staccata).
Sofferenza era il senso di angustia più interiore, che lo portava ad essere
stretto ed essenziale sulle proprie esigenze (Stretto
di lettere ed essenzialità della forma delle lettere, in Calibro piccolo
con Largo tra lettere sup. a 5/10) e gli
comportava uno stato di tensione psicofisica notevole.
A questo potete aggiungere le sofferenze fisiche più note a tutti.
Una domanda: quando noi patiamo un dolore, per esempio un mal di denti,
quanto siamo "fisiologicamente" meno pronti a tollerare certe
situazioni?
La sofferenza di per sè abbassa la soglia della nostra reattività e ci
rende meno inclini all'adattamento, più pronti alla risposta di
intolleranza, che apparirà agli altri angolosa.
Più sopra ho elencato le forme di sofferenza che la scrittura di Padre Pio
manifesta e questo ci fa capire il carico che doveva sopportare e, quindi,
come questo possa a volte averlo condizionato in una risposta "più
pronta" data a qualcuno.
Capacità di capire e di intuire chi si ha davanti La capacità di
intuire l'animo umano, dote posseduta con tanta finezza da Padre Pio, porta
a vedere cose che altri non notano e a dare risposte più consone al tipo di
personalità che si ha davanti (Sinuosa,
Largo tra Lettere superiore 5/10, Slanciata, Scattante e Filiforme).
Alcuni potevano non condividere gli atteggiamenti di Padre Pio, perchè
semplicemente non dotati delle stesse capacità di intuizione.
Modi semplici La semplicità, la schiettezza di modi portano ad
essere diretti (Slanciata, Scattante,
semplicità delle forme letterari), senza
tergiversare o essere complimentosi, ma a volte possono essere interpretate
come modalità d'assalto, perchè troppo dirette e brusche.
Non solo durezza Ma la scrittura lascia la traccia non solo del senso
della sofferenza o della serietà del carattere, ma anche della passione e
dello slancio del cuore, propri di una natura pìù spontanea di essere. E'
qui, in questo ambito, che possiamo ritrovare anche la dolcezza di tanti
momenti, intensamente ed interiormente sentiti, una capacità creativa che
sapeva manifestarsi anche nel linguaggio ed in una maniera anche distaccata
di essere, guardarsi, verificarsi e relativizzarsi (Calibro
Piccolo, Largo tra lett. sup. a 5/10, Contorta, Disuguaglianze metodiche
delle tre specie).
La personalità è fatta di coesistenza di aspetti diversi e dove a volte
l'uno non esclude anche l'altro: sarebbe sbagliato trarre indicazioni
totalizzanti guardando solo un aspetto dell'essere.
Conclusioni L'essere burberi, in conclusione, può dipendere da tanti
fattori interni e circostanze esterne, anche quando rappresenta una
espressione "caratteriale" di un soggetto: in questa esposizione
abbiamo cercato di capire se rispondesse al vero e da quali fattori potesse
essere condizionata.
Una certa durezza, sostenutezza, ruvidità di modi da quali situazioni
intrinseche dipendevano e fino a che punto potevano essere controllate?
Non si tratta di un essere burberi per scelta e, peggio ancora, come
manifestazione di ostilità, distacco, vera chiusura oblativa dell'Io.
C'erano condizionamenti, nel senso dell'introversione, della serietà del
carattere o la stessa sofferenza, c'erano cause che potevano favorire delle
"esplosioni" (una certa impulsività), ma al di là di questo
possiamo dire che l'aspetto primario di questa scrittura è lo slancio del
cuore, la passione che controbilanciava e levigava i momenti di rigidità ed
impulsività, che potevano pure presentare una certa ruvidità.

Personaggio
molto altruista, molto passionale, molto dolce, che può però, avere il
rovescio della medaglia e diventare il contrario sempre al fin di bene per
il prossimo perché odia le ingiustizie
e le scorrettezze.

Come lei stessa disse un volta:
"… io non ho mai pensato di poter cambiare il mondo! Ho cercato
soltanto di essere una goccia di acqua pulita, nella quale potesse brillare
l'amore di Dio. Le pare poco?". No, non ci pare poco; se soltanto
provassimo a fare noi un briciolo di quanto ha potuto lei … saremmo le
persone più felici e realizzate del mondo! Ma che cosa ci manca per … che
ci sia bisogno della vocazione come dice mia moglie (ovviamente in senso
ironico) o piuttosto è necessario progettarla, una vita, in quest’ottica?
- Forse non c’è più l’abitudine a
guardare il prossimo negli occhi per comprenderne i bisogni o quello che
prova! A volte parliamo senza capirci e come capita anche a me in
questi giorni, per quanti sforzi io faccia per comunicare quello che
provo e penso, i miei interlocutori percepiscono sempre cose diverse
dalle mie intenzioni; eppure un po di empatia non ci farebbe certo male!
Comunicare in modo propositivo, benché sia difficile, aiuta a percepire
parole e sensazioni positive. E guardate … l’esperienza insegna che
la positività, unita all’umiltà, quasi sempre disarmano il nostro
interlocutore, anche il più agguerrito (ricordatevi che lui, in quel
momento, ha le vostre stesse preoccupazioni: non farsi fregare!).
- E’ anche probabile che il nostro senso di
affermazione ci porti a voler sopraffare il prossimo piuttosto che ad
aiutarlo. "Mors tua vita mea" sosteneva qualcuno che
adesso non ricordo più chi fosse; può essere vero! L’esperienza ci
insegna, infatti, che essere "DIETROLOGHI" aiuta l’azione
protettrice delle famose "mutande di latta" perché, come dice
il saggio, "sbagliare è umano ma perseverare …è
diabolico" e quindi, se posso prevenirti, … NON SI PUO’ VIVERE
PERENNEMENTE SOTTO UNA CAMPANA DI VETRO! MA CI RENDIAMO CONTO CHE IN
QUESTO MODO SI INSTAURA UNA SFIDUCIA ASFISSIANTE E SI SANCISCE LA
RECIPROCA FINE? Ma qualcuno ricorda la storia dei capponi di Renzo,
quello dei Promessi Sposi(1)? E alla fine, se proprio
qualcuno vuole prenderti la camicia … ma che vada al diavolo lui e la
sua voglia di camicia che tanto prima o poi non avrà più bisogno di
alcuna camicia MA SOLO DI DUE METRI DI TERRA IN CUI TORNARE AD ESSERE
QUELLO CHE ERA! Ad ogni giorno basti la sua pena!!
- O forse reagiamo in modo sproporzionato
considerando che il nostro benessere (meglio tornaconto) abbia priorità
assoluta su tutto il resto. E qui la fantasia può solo scatenarsi:
Io sono al centro di tutto e quindi tutto quello che non asseconda prima
di tutto i miei bisogni, poi le mie aspirazioni, quindi le mie voglie e
via via sempre più su nella scala dei valori fino a paragonarmi con DIO
… Questa è follia pura! E’ proprio qui il nostro peccato originale?
Se è così non abbiamo speranza. Non c’è né bene e né male che
tengano; di fronte all’affermazione dell’IO in modo incondizionato
non possiamo più credere alla contrapposizione a cui siamo abituati
dalla nostra cultura ed a cui tanto affettuosamente ci siamo legati.
Tutto deve essere rivisto sotto una nuova ottica: LA FOLLIA!
- E’ proprio esercitando il mio potere sugli
altri che dimostro a me stesso di essere vivo: IO ESISTO?
- E allora: se io esisto solo per affermare me
stesso ... ma che bisogno c’è degli altri?
- Cosa mi importa degli altri se vivo solo per
me stesso?
- Ed in ultima analisi: non sarebbe meglio che
andassi a vivere su un’isola deserta per evitare gli altri e
temere la loro rivalsa? E' questo che ci condiziona la vita di tutti
i giorni: la paura; come diceva qualcuno esistono infatti due paure:
quella del dominato che teme le bastonate del più forte e quella
del dominante che è consapevole di una cosa ... prima o poi il
dominato si ribellerà e potrà fargli male (come del resto la
storia e gli ultimi avvenimenti dimostrano).Ma torniamo a Madre
Teresa, che, come tutti i cristiani che hanno speso la vita nel
servire il prossimo e hanno lasciato visibilmente i segni di questo
servizio operando nel sociale e costruendo ospedali, scuole,
lebbrosari, sono partiti da una ragione di fondo: amare il prossimo
perché in loro vive ed è presente il
Cristo. Per fare questo non si richiedono né grandi imprese, né
straordinarie penitenze, ma un grande amore, una volontà
determinata di non lasciar perdere alcuna occasione, anche piccola e
nascosta, per fare atti di amore e offrendo se stessi per amore dei
fratelli. Si proprio dei fratelli perché siamo tali e per i quali
dovremmo rendere nostro questo sentire, a prescindere dal credo
professato, e che tutti dovremmo vivere.
Semplici gesti quotidiani che si
concretizzino nel servizio verso il prossimo per superare sofferenze,
miseria, fame, ingiustizia; una vita, cioè che pur scorrendo nella normalità
(mentre si lavora, si pensa alla famiglia, ai vicini, alle persone anziane
del paese, ai malati ed a chi ha in genere più bisogno di aiuto) ci veda
protagonisti nel nostro piccolo, consci che il fine ultimo rimane il
benessere di tutti. Ognuno di noi ha la consapevolezza della propria
condizione di povertà, ignoranza, di poco tempo da dedicare agli altri e
tuttavia dovremmo essere un po più radicali nell'offerta di noi stessi:
corrispondere all'amore per tutti gli uomini in modo che diventi quasi un
dovere di giustizia: dire solo grazie, non chiedere nulla, caricarsi la
Croce sulla spalle e seguitare sempre senza paura; non c’è nulla che
possa farci morire se non la rinuncia a questo sentire! E’ questo
l’insegnamento di Madre Teresa.
(1) I Promessi
Sposi di A. Manzoni Cap. III: "Lascio poi pensare al lettore,
come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute
per le zampe, a capo all'in giù, nella mano d'un uomo il quale, agitato da
tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto
per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l'alzava per
disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i
modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste
spenzolate; le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra,
come accade troppo sovente tra compagni di sventura."
Aveva 87 anni, e il suo volto -
minuto come tutta la sua figura, solcato da rughe profonde - era diventato
la rappresentazione stessa della carità e della totale donazione
agli altri. Era chiamata la madre dei poveri e come tutte le
madri, Teresa è riuscita a spingersi all'estremo scegliendo di stare
accanto agli ultimi (vivendo essa stessa tra gli ultimi) e, in
questa ricerca, ha testimoniato al mondo - credenti e non credenti - un
Vangelo vissuto giorno per giorno praticando carità e dedizione verso i più
bisognosi. Insomma una suora che si è sottratta alle mura protettrici di un
convento, armata del solo coraggio di vivere (mia moglie dice che si tratta
di vocazione!

Elton
John
Personaggio molto equillibato e libero nei confronti dell'amicizia e molto
portato al divertimento. In lotta con questioni di carattere personale.
Genialità artistica e di carattere.

Reduce
dalla vittoria delle elezioni del 13.5.2001, il leader di Forza Italia e'
Bilancia con asc. Vergine, con Saturno in Pesci, congiunto alla Luna,
opposto a Nettuno e, per segno, anche a Marte.
Occorre innanzi tutto precisare che l'analisi grafologica non e'
"statica" come il Tema Radix ma si evolve e cambia a seconda dei
momenti e per questo il simbolismo che presenta e' ancor piu' interessante.
Come si può vedere dalla firma, appare evidente il simbolismo di Saturno
a cavallo di lettere molto importanti: las S + I e la L +V.
Le
caratteristiche saturnine sono facilmente riscontrabili nelle seguenti
caratteristiche attuali del Leader:
1. e'
indubbiamente invecchiato in un lasso di tempo relativamente breve, tanto
da dover ricorrere sempre piu' a "aggiustamenti" di look
2. Saturno, molto piu' che Giove, indica la politica
La S indica come si percepisce il proprio corpo, il rapporto che abbiamo
connesso, il nostro "stare a nostro agio" nei proprio panni. In
questo caso, la percezione del proprio fisico e' evidentemente saturnina,
ossia caratterizzata da insicurezza, celata da una sicurezza apparente,
che emerge in maniera eclatante allorquando si sottrae a confronti diretti
con avversari politici che lui giudica temibili.
Sia la I
che la V s0ono lettere "mentali", esprimono cioè le idee e la
presenza del "riccio della fissità" esprime bene le
nevrosi di fondo suggerite dall'opposizione Luna-Mettuno: per sua stessa
dichiarazione, Berlusconi ha l'abitudine di fare un promemoria certosino
di cio' che deve fare il giorno seguente, che poi appende alla porta di
camera in modo che sia la prima cosa che vede la mattina al suo risveglio.
Ma sopra
a tutto si puo' trovare un'aderenza maggiore della L (la madre,
astrologicamente simboleggiata dalla Luna) unita alla V (il ragionamento,
espresso da Saturno) per indicare la cong. natale Luna/Saturno?
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DISEGNO
DELL'ALBERO
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Interpretazione
dell'Albero della Personalità: dal disegno di un albero
(possibilmente fatto con il lapis- cioé a matita) si comprende con
opportuni accorgimenti la personalità di chi lo esegue. Non
occorre, in questo caso, saper disegnare bene. E' invece importante
saper interpretare il disegno fatto. Può essere un sistema anche
utilizzato per comprendere la personalità dei piccoli. |
Allora,
se vuoi conoscerti in modo più profondo, disegna con una matita
(non un colore, neppure una biro, proprio una semplice matita), su un
foglio che non porti nessun segno (cioè non deve essere né a quadri né
a righe) un albero, un albero qualsiasi, così come ti senti ispirato al
momento, seguendo semplicemente queste regole:
1
- quelle
già sopra accennate;
2
-
qualsiasi segno tu faccia, anche se lo consideri errato, è sempre giusto;
quindi non devi assolutamente cancellare nulla di quanto disegni;
3
-
aggiungi oltre al tuo nome, che serve solo ad indicare se sei uomo o
donna, anche la tua data di nascita, perché questa è un elemento
altrettanto importante per poter effettuare l'interpretazione dell'albero;
4
-
dopo aver disegnato questo primo albero, sul cui foglio scriverai N° 1,
disegna su un altro foglio un secondo albero, seguendo le stesse regole di
prima, ma questa volta tenendo anche gli occhi chiusi, a partire dal
momento in cui inizi a disegnare, fino a quando ti pare di averlo
terminato; dopo che riapri gli occhi non devi apportare assolutamente
nessuna aggiunta o correzione; scrivi sul foglio: N° 2.
Ovviamente,
queste sono regole e tecniche precise, cui ti devi scrupolosamente
attenere, se ci tieni che l'interpretazione del tuo albero sia la più
corretta possibile; sarebbe molto sciocco comportarsi altrimenti.
L'uomo
è un essere multiplo, che vive con altri esseri in stretto collegamento
con i tre regni della natura: animale, vegetale, minerale; e tutti e tre
sono letteralmente dentro lui. La sua coscienza sa riprodurre l'immensità
della vita anche tramite una ricchezza e una varietà straordinaria di
simboli. Uno di questi potenti simboli, di valore archetipico, che vivono
dentro l'uomo è l'albero.
Quanti
miti sono legati a questa creatura!
Anche
la Bibbia, il libro sacro per tanta parte della cultura occidentale, parla
dell'albero della conoscenza.
I
popoli della Terra, a diverse latitudini, parlano nella loro mitologia di
un qualche albero sacro. Il mondo vegetale è ricco di piante e di erbe
definite magiche, cioè di conoscenza.
Torniamo
al "nostro" albero. Anche il bimbo si sviluppa nel grembo
materno alla stessa stregua di un seme; e così l'uomo porta dentro di sé
la storia dell'albero, cioè la sua stessa storia personale, essendo
l'essere umano simbolicamente rappresentabile come una pianta: i suoi
piedi sono delle radici, la testa corrisponde ai rami e alle fronde, il
resto del corpo all'intero tronco.
L'uomo,
così come l'albero, nella sua postura eretta, unisce la terra al cielo e
beneficia delle energie terrestri e delle energie celesti.
L'essere
umano, con la sua grande capacità di simbolizzare, quando disegna un
albero, descrive in realtà la propria storia.
Allora,
se vuoi conoscerti in modo più profondo, disegna con una matita
(non un colore, neppure una biro, proprio una semplice matita), su un
foglio che non porti nessun segno (cioè non deve essere né a quadri né
a righe) un albero, un albero qualsiasi, così come ti senti ispirato al
momento, seguendo semplicemente queste regole:
1
- quelle
già sopra accennate;
2
-
qualsiasi segno tu faccia, anche se lo consideri errato, è sempre giusto;
quindi non devi assolutamente cancellare nulla di quanto disegni;
3
-
aggiungi oltre al tuo nome, che serve solo ad indicare se sei uomo o
donna, anche la tua data di nascita, perché questa è un elemento
altrettanto importante per poter effettuare l'interpretazione dell'albero;
4
-
dopo aver disegnato questo primo albero, sul cui foglio scriverai N° 1,
disegna su un altro foglio un secondo albero, seguendo le stesse regole di
prima, ma questa volta tenendo anche gli occhi chiusi, a partire dal
momento in cui inizi a disegnare, fino a quando ti pare di averlo
terminato; dopo che riapri gli occhi non devi apportare assolutamente
nessuna aggiunta o correzione; scrivi sul foglio: N° 2.
Ovviamente,
queste sono regole e tecniche precise, cui ti devi scrupolosamente
attenere, se ci tieni che l'interpretazione del tuo albero sia la più
corretta possibile; sarebbe molto sciocco comportarsi altrimenti.
L'importante non è il fatto che tu sappia disegnare più o meno bene,
poiché quello che si andrà ad analizzare saranno ben altri elementi, ad
esempio: i tratti se sono più o meno marcati, se disegni tutti gli
aspetti dell'albero o ne tralasci alcuni, come utilizzi lo spazio, insomma
le varie caratteristiche che fanno dell'albero esclusivamente il tuo
albero, che non sarà mai uguale a quello di nessun altro, come ogni
persona, del resto, pur essendo simile a molte altre, è comunque sempre
un individuo a sé stante.
Ovviamente,
in base agli anni che trascorrono e alle vicende da noi vissute, che
possono talora segnarci in modo molto profondo, anche il disegno del
nostro albero cambia, proprio perché cambiamo noi come persone.
Facciamo
qualche esempio:

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fusti del genere, definiti a "T" possono rappresentare, tra i
bambini, vitalità, istintualità, ecc...
. -
un fusto asimmetrico, come quello a fianco, può definire un temperamento
difficile,ostinato, introverso, ecc..
Occorre
pure badare ai rami: se sono diritti, orizzontali, se sono ispessiti o
meno verso le estremità, se sono a raggiera, tubolari aperti o altro
ancora. Ogni elemento ha dei suoi significati, che vanno sempre messi in
relazione agli altri.
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Un albero del genere, ad esempio, con i rami contorti, può indicare una
persona facilmente influenzabile, non molto portata alle attività
pratiche, tendente alla distrazione, ecc...
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Rami e forme stereotipate come queste e altre ancora possono indicare un
disturbo nell'esercizio sbrigliato della fantasia, ecc...
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Forme anomale, tipo quella qui rappresentata, si trovano più propriamente
tra gli adolescenti; possono essere forme di originalità espressiva, ma
anche un tentativo di mascherare la propria insicurezza, ecc...
Attraverso
il disegno dell'albero si può capire anche come hai vissuto la tua vita
intrauterina, se hai capacità sensitive, sensibilità particolari,
talenti, anche malanni fisici.
Insomma, disegnando un albero, tu delinei il tuo autoritratto.
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