La separazione legale coinvolge gli interessi
dei coniugi e soprattutto il futuro dei figli; per questo è bene affrontare
questa scelta con piena consapevolezza. Il capitolo spiega le linee
essenziali della separazione consensuale e giudiziale e le varie implicazioni
di carattere personale, economico e patrimoniale.
Che cosa è la separazione legale?
È il provvedimento con cui il Giudice autorizza
i coniugi a vivere separati e stabilisce le condizioni per l’affidamento
dei figli minori, l’assegnazione della casa familiare e l’eventuale
pagamento di un assegno di mantenimento da parte di un coniuge in
favore dell’altro e dei figli.
Quanti tipi di separazione legale esistono?
La separazione consensuale e
quella giudiziale.
Quale differenza c’è fra separazione consensuale
e giudiziale?
Nella consensuale i coniugi
sono d’accordo su come regolare i loro rapporti
e chiedono che il Tribunale prenda atto della loro
volontà; nella giudiziale, invece, questo accordo
non c’è ed è il Tribunale che decide, dopo gli
opportuni accertamenti, le condizioni della
separazione.
È possibile nella separazione consensuale
inserire altre clausole, oltre a quelle riguardanti l’affidamento
dei figli, della casa e il mantenimento?
Sì, è possibile regolamentare con l’accordo ogni
altro aspetto della separazione, tra cui anche la divisione dei beni
comuni.
Come si svolge il procedimento di separazione
consensuale?
Dopo aver raggiunto
l’accordo sui loro futuri rapporti, i coniugi
presentano un ricorso al Presidente del Tribunale
e i certificati richiesti.
Verrà fissata una udienza nella quale dovranno
confermare la loro volontà. Il verbale di
separazione sarà omologato dal Tribunale. Il
procedimento dura pochi mesi.
Nella separazione consensuale è necessaria
l’assistenza legale?
Non è obbligatoria ma è
consigliabile, soprattutto per tutelare gli
interessi del coniuge più debole.
In quali casi si può chiedere la separazione
giudiziale?
Quando la convivenza è
divenuta intollerabile ed è dannosa alla
educazione dei figli. Ciascun coniuge può anche
chiedere che la separazione sia addebitata
all’altro per violazione dei doveri che derivano
dal matrimonio, cioè fedeltà, assistenza morale
e materiale, collaborazione nell’interesse della
famiglia e coabitazione.
Che cosa comporta la dichiarazione di
addebito?
Il coniuge a cui viene
addebitata la separazione perde il diritto al
mantenimento (ma non quello agli alimenti), i
diritti sull’eredità del coniuge e quelli sulla
sua pensione di riversibilità nel caso in cui non
sia beneficiario di un assegno alimentare.
Quale è la differenza tra assegno di mantenimento
e assegno alimentare?
Il mantenimento deve essere
adeguato al tenore di vita precedente alla
separazione; gli alimenti vengono versati solo se
il coniuge si trova in stato di bisogno e non
possono eccedere lo stretto indispensabile.
È lecito abbandonare la casa familiare,
senza aver fatto la separazione legale?
No, perché fra gli obblighi
del matrimonio c’è quello della coabitazione.
Nella realtà, comunque, molte separazioni
cominciano senza essere regolarizzate e la
separazione legale avviene in seguito.
Come si svolge il procedimento di separazione
giudiziale?
Il coniuge che prende
l’iniziativa deve rivolgersi a un avvocato, che
presenta il ricorso di separazione.
Il Presidente del Tribunale convoca i coniugi
tenta una conciliazione e pronuncia i
provvedimenti provvisori, destinati a durare fino
alla sentenza.
La causa, a questo punto, passa al Giudice
istruttore che compie gli accertamenti necessari e
riferisce al Tribunale che emetterà la sentenza
di separazione. Il procedimento può durare alcuni
anni.
È possibile nella separazione giudiziale
chiedere anche la divisione dei beni comuni?
No, se si tratta di comunione legale dei beni,
in quanto questa si scioglie solo dopo che è intervenuta la separazione;
sì, se si tratta di comunione convenzionale, cioè riguardante beni
determinati fra coniugi in regime di separazione di beni.
Una volta iniziata la separazione giudiziale,
è possibile trasformarla in consensuale?
Sì, è sempre possibile, ed è quello che frequentemente
avviene.
Con quali criteri si stabilisce l’affidamento
dei figli all’uno o all’altro genitore?
La decisione viene presa
tenendo esclusivamente conto dell’interesse
morale e materiale dei figli
In caso di disaccordo fra i genitori decide il
Giudice, il quale può nominare un consulente
esperto e tenere conto della volontà del minore.
Come vengono regolati i rapporti fra i
figli e il genitore che non ha l’affidamento?
Nell’atto di separazione,
tenendo sempre presente l’interesse dei figli,
si definiscono gli incontri e le vacanze con
l’altro genitore. Queste disposizioni possono
essere derogate su comune accordo dei coniugi.
Quale è il ruolo del genitore a cui è
stato affidato il figlio?
Il genitore affidatario
esercita da solo la potestà sul figlio, a meno
che, d’accordo o su ordine del Giudice, sia
disposto l’esercizio della podestà da parte di
entrambi i genitori.
Che cosa deve fare chi esercita la potestà
sul figlio?
Deve prendere le decisioni
relative alla vita, all’educazione, alla salute
e agli studi del figlio. L’altro genitore ha però
il diritto e dovere di vigilare, ed eventualmente
ricorrere al Giudice se ritiene che sia stato
violato l’interesse del minore.
A chi, e con quale criterio, viene assegnata
la casa familiare?
La casa familiare spetta di
preferenza al genitore a cui vengono affidati i
figli, anche se è di proprietà comune o
dell’altro coniuge o di terzi. Se la casa è in
affitto, il contratto viene trasferito a nome del
coniuge che vi rimane ad abitare. Se non ci sono
figli, la casa resta al coniuge che ne è
proprietario o titolare del contratto di
locazione; se la casa è dei due coniugi, essi
stessi o il Giudice decidono a chi assegnarla,
salvo dividerla se è possibile, oppure venderla
su accordo delle parti.
In quali casi viene stabilito un assegno
di mantenimento in favore di uno dei coniugi?
Quando uno dei due coniugi non
ha mezzi sufficienti per continuare a mantenere un
tenore di vita analogo a quello che conduceva
durante la convivenza matrimoniale.
Con quale criterio si stabilisce l’importo
dell’assegno di mantenimento?
In base alle circostanze e al
reddito del coniuge tenuto a versarlo.
Che cosa prevede la legge per il mantenimento
dei figli?
Entrambi i genitori devono
contribuire al mantenimento, educazione e
istruzione dei figli: perciò il genitore a cui
non sono stati affidati dovrà contribuire
economicamente, versando all’altro un assegno
determinato in base ai rispettivi redditi e alle
esigenze dei figli. Si può prevedere, oltre
all’assegno mensile, un contributo alle spese di
istruzione, mediche e straordinarie.
Che cosa va tenuto presente quando si
determina l’assegno di mantenimento?
Bisogna prevedere
l’adeguamento automatico dell’assegno al costo
della vita secondo gli indici ISTAT, e tenere
presente che l’assegno per il coniuge è gravato
da imposta IRPEF, mentre quello per i figli non
deve essere dichiarato nella denuncia dei redditi.
Sono previste garanzie per l’adempimento
dei pagamenti?
Sì, con la sentenza di
separazione giudiziale o con la consensuale
omologata si può iscrivere un’ipoteca
giudiziale sui beni immobili del coniuge che deve
provvedere al pagamento dell’assegno di
mantenimento, in maniera che se egli non provvederà,
il coniuge creditore potrà rivalersi sui suoi
beni, anche se questi sono stati venduti. Si può
anche trascrivere sui registri immobiliari
l’assegnazione della casa familiare se è di
proprietà dell’altro coniuge. A seguito di ciò
l’eventuale compratore dovrà rispettare la
destinazione dell’immobile.
Quanto costa iscrivere un’ipoteca giudiziale
o trascrivere l’assegnazione della casa?
Si paga solo la tassa fissa di
trascrizione nei registri immobiliari, che non è
molto elevata.
L’assegno per i figli fino a quando deve
essere versato?
Anche dopo che il figlio è
divenuto maggiorenne, fino a quando non ha
raggiunto l’indipendenza economica, a condizione
che stia studiando o ricerchi attivamente un
lavoro.
In caso di mancato pagamento dell’assegno
di mantenimento, che cosa si può fare?
Si può procedere con azioni
esecutive al recupero del credito, pignorando
immobili, mobili, depositi bancari, stipendio o
pensione. Inoltre il Giudice può imporre il
pagamento dell’assegno a carico del datore di
lavoro del coniuge obbligato e disporre il
sequestro dei suoi beni. Se vi sono figli minori,
il Giudice tutelare può ritirare il passaporto
del genitore inadempiente. Se il mancato pagamento
dell’assegno compromette il sostentamento del
coniuge o dei figli, ricorre il reato di
violazione degli obblighi di assistenza familiare.
Se un genitore trattiene i figli minori
in contrasto con la decisione del Giudice, che cosa si può fare?
Ci si può rivolgere al
Giudice tutelare chiedendo l’attuazione del
provvedimento di separazione. Il fatto può anche
costituire reato punibile con la reclusione fino a
3 anni o con una multa.
È possibile cambiare le condizioni della
separazione, una volta stabilite?
Sì è possibile: per quanto
riguarda l’affidamento dei figli minori,
ciascuno dei coniugi può rivolgersi al Tribunale
per chiedere la modifica delle condizioni nel loro
interesse. Per quanto riguarda le altre questioni,
la richiesta è ammessa solo se sono sopravvenuti
giustificati motivi.
Se dopo la separazione i coniugi si riconciliano,
che cosa avviene?
Se i coniugi ritornano a
vivere insieme per un periodo significativo,
oppure fanno una dichiarazione di riconciliazione
che viene allegata agli atti della separazione,
quest’ultima decade automaticamente.
Per quanto riguarda il regime di comunione dei
beni cessato al memento della separazione, se i
coniugi vogliono ripristinarlo devono fare
un’apposita dichiarazione mediante atto
notarile.
Chi è separato legalmente può risposarsi?
No, deve prima divorziare.
In quale responsabilità incorre il coniuge
che si appropria dei mobili e arredi contenuti nella casa assegnata
all’altro coniuge nel giudizio di separazione?
Il comportamento costituisce
reato di appropriazione indebita perseguibile a
querela di parte soltanto se i coniugi sono già
separati legalmente con verbale di separazione
consensuale omologato o sentenza passata in
giudicato.