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Due procedure differenti a seconda che sia già installato o
meno il contatore (chiamato anche misuratore) all'interno dell'abitazione.
Nel primo caso si tratta di un subentro, nel secondo di una nuova
installazione. Nell'ipotesi di subentro non ci sono impedimenti che
vietano l'allacciamento. Già a suo tempo infatti il Comune avrà rilasciato
l'atto notorio che attesta la concessione edilizia relativa allo
stabile. Il futuro utente dovrà semplicemente presentarsi allo
sportello dell'azienda municipalizzata almeno una settimana prima la data
del matrimonio e chiedere che il vecchio contatore venga spiombato. A
suo carico rimane il controllo di conformità e collaudo che dovrà far
effettuare da un idraulico di fiducia, il quale dovrà attestare che i tubi
interni che vanno agli impianti di uscita siano conformi alle recenti e
necessariamente rigide nonne di sicurezza (legge n. 46 del 5 marzo 1990
che entrerà in vigore, con relative sanzioni, a partire dal prossimo 30
marzo). Se l'utente è anche proprietario dei locali potrà quindi
stipulare direttamente il contratto di fornitura, in caso contrario dovrà
farsi rilasciare una dichiarazione da parte del proprietario nella quale
si evinca chiaramente l'autorizzazione concessa all'inquilino per
stipulare tale contratto. Nel caso in cui manchi il contatore (nuova
installazione), sarà opportuno, invece, fame richiesta con un certo
margine d'anticipo. In questa ipotesi dovrà essere effettuato un
sopralluogo tecnico da parte dell'azienda municipalizzata che dovrà
valutare dove può essere installato il misuratore e che sia conforme alle
nonne di legge l'impianto. I costi che vengono addebitati all'utente
tramite fattura, variano, naturalmente, a seconda che si tratti di un
semplice subentro (l’addetto comunale dovrà in questo caso limitarsi a
togliere i piombini dall'impianto per permettere nuovamente l'uso) o di
una nuova installazione. In questo caso i costi da sostenere
dipenderanno dal tipo di lavoro e dal tempo che verrà impiegato dal
personale incaricato.
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